Le 7 cause più comuni

1. Tubi ostruiti da sedimenti e incrostazioni

È la causa più frequente. Nel circuito radiante circolano acqua e minerali: nel tempo si depositano sedimenti, ossidi di ferro e calcare che riducono il flusso fino a bloccarlo completamente.

Gravità: ALTA

2. Aria intrappolata nei tubi

Piccole bolle d'aria creano "tappi" che impediscono la circolazione dell'acqua. Succede soprattutto dopo interventi di manutenzione o quando il sistema rimane fermo per lungo tempo.

Gravità: MEDIA

3. Valvole di zona bloccate o chiuse

Molti impianti hanno valvole che controllano il flusso per zone diverse. Se una è bloccata o accidentalmente chiusa, quella zona non riceve acqua e resta fredda.

Gravità: MEDIA

4. Circolatore (pompa) non funziona

Il circolatore è il "cuore" dell'impianto radiante: fa circolare l'acqua calda nei tubi. Se si ferma (rottura meccanica, problemi elettrici), l'acqua rimane statica anche se la caldaia funziona.

Gravità: ALTA

5. Sonda di temperatura guasta

Il sistema di controllo riceve "false letture" e non attiva il riscaldamento. La caldaia funziona, ma al termostato non arriva il comando giusto.

Gravità: MEDIA

6. Tubazione rotta o bucata

Un tubo danneggiato fa perdere acqua calda prima che arrivi al circuito radiante. L'acqua esce dal pavimento (umidità anomala) e la zona sottostante rimane fredda.

Gravità: ALTA

7. Squilibrio idraulico tra zone

Se alcune zone hanno meno resistenza idraulica di altre, l'acqua fluisce preferibilmente in quelle, lasciando fredde le altre. Capita spesso in impianti più grandi.

Gravità: MEDIA
ℹ️ Differenza importante

Se tutte le zone rimangono fredde, il problema è quasi certamente nella caldaia, nel circolatore o nella sonda. Se solo alcune zone sono fredde, punta su ostruzione locale, valvole bloccate o squilibrio idraulico.

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Come evitare che succeda di nuovo

Manutenzione annuale: far verificare il circuito almeno una volta l'anno (idealmente prima della stagione fredda) evita 90% dei problemi. Una disotturazione preventiva ogni 7-10 anni mantiene il flusso ottimale.

Qualità dell'acqua: se vivi in zona ad acqua molto calcarea, installa un addolcitore o usa additivi anti-incrostazione nel circuito radiante. Riduce drasticamente i depositi.

Controlli semplici: ogni mese, guarda il manometro e i tubi nel collettore. Se noti che il calore cala gradualmente, è un campanello d'allarme da non ignorare.

Domande frequenti

Quanto costa una pulizia del riscaldamento a pavimento?

Dipende dalla complessità: una pulizia chimica leggera costa 200-400 euro; una disotturazione con iniettore specializzato (che solleva il pavimento) varia da 800 a 2500 euro a seconda della metratura e del grado di ostruzione.

Il riscaldamento a pavimento è toccato dalla garanzia?

La garanzia del costruttore copre difetti di installazione nei primi anni, ma non i danni da mancata manutenzione. Operazioni di pulizia ordinaria non rientrano.

Se il riscaldamento non scalda, è sempre colpa dell'ostruzione?

No. Prima verifica caldaia, circolatore e sonda. Solo se tutti questi sono OK il sospetto ricade sui tubi intasati. Circa 60% dei "non scalda" è dovuto a ostruzioni però.

Posso pulire il riscaldamento da solo?

Spurgo aria e controllo valvole sì; disotturazione no. L'iniettore ad alta pressione e la tecnica corretta richiedono esperienza, altrimenti rischi di rompere i tubi.

Quanto tempo impiega una disotturazione?

Mezza giornata (3-4 ore) se è una zona piccola; intera giornata o due per una casa intera con circuiti complessi.