Le 7 cause più comuni
1. Tubi ostruiti da sedimenti e incrostazioni
È la causa più frequente. Nel circuito radiante circolano acqua e minerali: nel tempo si depositano sedimenti, ossidi di ferro e calcare che riducono il flusso fino a bloccarlo completamente.
Gravità: ALTA2. Aria intrappolata nei tubi
Piccole bolle d'aria creano "tappi" che impediscono la circolazione dell'acqua. Succede soprattutto dopo interventi di manutenzione o quando il sistema rimane fermo per lungo tempo.
Gravità: MEDIA3. Valvole di zona bloccate o chiuse
Molti impianti hanno valvole che controllano il flusso per zone diverse. Se una è bloccata o accidentalmente chiusa, quella zona non riceve acqua e resta fredda.
Gravità: MEDIA4. Circolatore (pompa) non funziona
Il circolatore è il "cuore" dell'impianto radiante: fa circolare l'acqua calda nei tubi. Se si ferma (rottura meccanica, problemi elettrici), l'acqua rimane statica anche se la caldaia funziona.
Gravità: ALTA5. Sonda di temperatura guasta
Il sistema di controllo riceve "false letture" e non attiva il riscaldamento. La caldaia funziona, ma al termostato non arriva il comando giusto.
Gravità: MEDIA6. Tubazione rotta o bucata
Un tubo danneggiato fa perdere acqua calda prima che arrivi al circuito radiante. L'acqua esce dal pavimento (umidità anomala) e la zona sottostante rimane fredda.
Gravità: ALTA7. Squilibrio idraulico tra zone
Se alcune zone hanno meno resistenza idraulica di altre, l'acqua fluisce preferibilmente in quelle, lasciando fredde le altre. Capita spesso in impianti più grandi.
Gravità: MEDIASe tutte le zone rimangono fredde, il problema è quasi certamente nella caldaia, nel circolatore o nella sonda. Se solo alcune zone sono fredde, punta su ostruzione locale, valvole bloccate o squilibrio idraulico.
Come capire quale sia il vostro problema
Controlli fai-da-te in 5 minuti
- Tasta i tubi nel collettore: se solo alcuni sono freddi e altri caldi, è sicuramente ostruzione o valvola bloccata (non è la caldaia)
- Guarda il manometro (pressione): se è troppo basso (normalmente 1,2-1,5 bar), manca acqua nel circuito; se è molto alto, potrebbe esserci un blocco
- Controlla il termostato: accertati che sia impostato correttamente e che la caldaia riceva davvero il segnale di "accendi il riscaldamento"
- Cerca umidità sul pavimento: se noti macchie umide ricorrenti nello stesso punto, è possibile una tubazione bucata
- Accendi e spegni manualmente il circolatore: se senti un "click" e poi un ronzio, potrebbe essere bloccato da sedimenti
Le soluzioni, dalla più semplice alla più complessa
🟢 Soluzioni immediate (fai-da-te)
- Spurgo aria: se il problema è aria intrappolata, il tecnico collega una piccola pompa al collettore e crea pressione per espellere le bolle. Impiega 30 minuti.
- Controllo valvole: se una valvola di zona è chiusa per errore, basta riaprirla (è una leva sulla valvola stessa).
- Reset della sonda: a volte spegnere e riaccendere la caldaia resetta il sensore. Vale la pena provare.
🟡 Interventi semispecialistici (tecnico idraulico)
- Lavaggio chimico leggero: se il deposito è superficiale, si inietta una soluzione che scioglie i sedimenti (1-2 ore).
- Bilanciamento idraulico: il tecnico regola le valvole per distribuire equamente il flusso tra le zone (2-3 ore).
🔴 Interventi specializzati (ditta di disotturazione)
- Pulizia con iniettore ad alta pressione: se i sedimenti sono incrostati duramente (comune negli impianti over 10 anni), serve un iniettore che solleva il pavimento e pulisce circolo per circolo con pressione controllata e senza danneggiar i tubi. È la soluzione definitiva per riscaldamento non scalda causato da ostruzione.
- Sostituzione del tubo bucato: se c'è una perdita, il circuito va ricostruito (operazione invasiva che richiede sollevamento pavimento su quel tratto).
- Sostituzione circolatore o sonda: se il componente è guasto, non è riparabile; va sostituito.
Il tuo riscaldamento rimane freddo?
Se non sei sicuro della causa, chiedi una diagnosi: analizziamo il tuo impianto senza impegno e ti spieghiamo esattamente cosa non funziona.
Richiedi diagnosi gratuitaCome evitare che succeda di nuovo
Manutenzione annuale: far verificare il circuito almeno una volta l'anno (idealmente prima della stagione fredda) evita 90% dei problemi. Una disotturazione preventiva ogni 7-10 anni mantiene il flusso ottimale.
Qualità dell'acqua: se vivi in zona ad acqua molto calcarea, installa un addolcitore o usa additivi anti-incrostazione nel circuito radiante. Riduce drasticamente i depositi.
Controlli semplici: ogni mese, guarda il manometro e i tubi nel collettore. Se noti che il calore cala gradualmente, è un campanello d'allarme da non ignorare.
Domande frequenti
Quanto costa una pulizia del riscaldamento a pavimento?
Dipende dalla complessità: una pulizia chimica leggera costa 200-400 euro; una disotturazione con iniettore specializzato (che solleva il pavimento) varia da 800 a 2500 euro a seconda della metratura e del grado di ostruzione.
Il riscaldamento a pavimento è toccato dalla garanzia?
La garanzia del costruttore copre difetti di installazione nei primi anni, ma non i danni da mancata manutenzione. Operazioni di pulizia ordinaria non rientrano.
Se il riscaldamento non scalda, è sempre colpa dell'ostruzione?
No. Prima verifica caldaia, circolatore e sonda. Solo se tutti questi sono OK il sospetto ricade sui tubi intasati. Circa 60% dei "non scalda" è dovuto a ostruzioni però.
Posso pulire il riscaldamento da solo?
Spurgo aria e controllo valvole sì; disotturazione no. L'iniettore ad alta pressione e la tecnica corretta richiedono esperienza, altrimenti rischi di rompere i tubi.
Quanto tempo impiega una disotturazione?
Mezza giornata (3-4 ore) se è una zona piccola; intera giornata o due per una casa intera con circuiti complessi.